Fiera del Tartufo Alba: un imperdibile evento internazionale

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Fiera del Tartufo Alba: un imperdibile evento internazionale

Tartufo bianco di Alba nuovamente sotto i riflettori internazionali

Fiera del Tartufo Alba: quest’anno siamo arrivati alla 90° edizione, un’edizione diversa dalle precedenti a causa dell’emergenza sanitaria che sta caratterizzando questo 2020.

Dal 10 ottobre all’8 dicembre, torna la tanto attesa Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, una kermesse che già promette un programma fitto ed estremamente interessante, nel pieno rispetto del distanziamento sociale e delle misure sanitarie per preservare la salute di tutti i partecipanti. Tra questi eventi voglio citare l’Alba Truffle Bimbi (evento in cui i bambini potranno conoscere divertendosi il magnifico territorio delle Langhe), eventi culturali e gastronomici di Alba Truffle Show e tanto altro ancora.

Quando la sagra del tartufo si avvicina, in tutta l’area limitrofa ad Alba si respira aria densa di attesa, di speranza e di concitazione. Questa non è una semplice fiera del tartufo, ma la fiera per eccellenza ed è normale attendersi tanto da queste settimane. Quella stessa attesa la si respira anche nel mio Albergo Motta a Costigliole d’Asti, un albergo Asti poco lontano dalle tentazioni di Alba e dal suo tartufo.

I preparativi per la fiera del tartufo

Città di AlbaRaggiungere Alba dal mio albergo non è difficile e troverai tutte le informazioni relative il percorso e la festa nel mio info point, il Pit Stop dell’Albergo Motta.

Quando i miei Clienti mi contattano in vista della fiera del tartufo Alba, mi chiedono spesso quando è meglio arrivare, se il venerdì sera o il sabato mattina: il mio consiglio è quello di anticipare l’arrivo al venerdì sera, quando possibile, per potersi riposare prima di immergersi nel mondo del tartufo e di Alba.

Immagina di arrivare nel tardo pomeriggio a Motta di Costigliole d’Asti, alla reception dell’Albergo Motta troverai la sottoscritta che, dopo aver espletato la classica burocrazia, ti accompagnerà nella camera da te prenotata, una stanza fornita di ogni comfort e in cui potrai trovare ristoro. Dopo una bella doccia e un po' di relax, ti consiglierò i migliori ristoranti della zona dove potrai consumare una lauta cena, prima di tornare in camera.

Questo programma è solo l’inizio, perché il giorno dopo ti attende Alba e la fiera dedicata al tartufo più famosa al mondo: grazie a una bella notte di sonno, sarai pronto per scoprire la città di Alba, immergerti nella sua storia e nell’inconfondibile profumo del tartufo.

Se vuoi godere quest’esperienza al meglio, è bene che ti fornisca qualche piccola informazione supplementare che potrai utilizzare per impressionare i tuoi amici, giocandoti la carta di un moderno Cicerone.

Alcune nozioni sul tartufo bianco di Alba

Tartufo biancoIl tartufo, tuber magnatum pico, è considerato l’oro bianco di Asti perché, proprio come l’oro, il suo valore è inestimabile e sono sempre di più le persone al mondo che cercano di acquistare, anche a prezzi esorbitanti, questo piccolo tuber.

Il termine tartufo indica il corpo fruttifero, o sporocarpo, dei funghi appartenenti al genere tuber e che compiono il loro ciclo vitale sottoterra (funghi ipogei).

Il tartufo bianco è composto da:

  • Peridio: è la parete esterna e si presenta con un colore giallo ocra o giallo-oliva;
  • Gleba: è la polpa, la massa interna composta da una serie di venature chiare e scure;
  • Aschi: sono le cellule che contengono le spore. Si trovano immerse negli alveoli delimitati dalle venature presenti nella gleba.

I tartufi vivono in simbiosi con piante arboree o arbustive, quali: farina, cerro, rovere, roverella, pioppo nero e bianco, pioppo carolina, pioppo tremulo, salicone, salice bianco, tiglio, carpino nero e nocciolo. È grazie a questa loro simbiosi che i tartufi possono produrre lo sporocarpo.

Lo scambio di sostanze tra tartufo e pianta avviene a livello delle radici della stessa, attraverso formazioni dette micorrize, una sorta di manicotto composto a sua volta da una serie di strati di tubicini settati chiamati ife.

Le micorrize avvolgono gli apici delle radichette terminali della pianta e, inserendosi nei primi livelli delle cellule radicali formano un reticolo, ossia il legame attraverso cui la pianta offre al fungo diverse sostanze e ottiene, a sua volta, acqua e sali minerali. Da questo reticolo si sviluppano molte ife che si ramificano nel terreno alla ricerca di sostanze nutritive. Questo insieme prende il nome di micelio. In seguito, le ife si intrecciano dando vita alla formazione del corpo fruttifero e all’interno della gleba si differenziano le spore che, germinando, creano un nuovo micelio.

Il tartufo bianco di Alba è un fungo spontaneo che non può essere coltivato. Si caratterizza per la sua forma globosa, a volte anche appiattita ed irregolare, con una membrana color giallo pallido tendete all'ocra. Il suo interno ha un colore che varia dal bianco latte, al rosa intenso, al marroncino e presenta numerose venature bianche ramificate. Il periodo della raccolta va dalla tarda estate fino all'inizio dell'inverno e può essere di dimensione e peso diversi. Dopo la raccolta a volte si assiste a una riduzione di peso.

Per preservarne aroma e sapone è molto importante conservarlo in modo corretto. Si consiglia di avvolgerlo nella carta assorbente, chiuderlo in un contenitore di vetro e riporlo nel frigorifero a una temperatura compresa tra i 3 e i 6° C. Con queste precauzioni, è possibile conservare al meglio il tartufo per diversi giorni.

Prima di essere mangiato deve essere ripulito dalla terra: lavalo sotto l'acqua fredda e serviti di uno spazzolino per togliere meglio il terriccio. Asciugalo con cura e, trascorsi dieci minuti, è pronto per essere servito a tavola.

Come cucinare il tartufo bianco: un po’ di storia e di consigli

Come cucinare il tartufo biancoIl tartufo è noto fin dai tempi degli antichi romani e greci. Era già famoso per la sua bontà, per il suo aroma e, soprattutto, per essere un nutrimento afrodisiaco e molto prezioso: si credeva infatti che questo prezioso fungo nascesse grazie all’unione di acqua, calore e fulmini.

A partire dal Medioevo i tartufi entrano a far parte delle cucine delle più grandi corti italiane, in particolare quella dei Gonzaga (Mantova) e dei Visconti-Sforza a Milano.

Con particolare riferimento al tartufo bianco, dobbiamo ringraziare i cuochi savoiardi se l’hanno introdotto con grande successo nella cucina piemontese: questi cuochi usavano ormai da tempo il tartufo nero nei loro piatti che, però, è la specie meno pregiata rispetto al bianco.

È solo dal secolo scorso che la sua fama ha fatto il giro del mondo conquistando tanti palati e creando una vera e propria tendenza culinaria. La sua versatilità e la sua capacità di elevare anche il piatto più semplice a rendere speciale questo fungo ipogeo e a fare in modo che, anche pochi grammi, rendessero preziosa e costosa qualsiasi portata: basta una grattata finale di tartufo per cambiare il gusto e il sapore di un piatto, anche di quelli preparati senza pensare a questo tocco finale. 

Il modo migliore per gustarlo è quello della lamellata, o appunto grattata, del tartufo crudo, mediante l'apposito tagliatartufi su piatti preferibilmente neutri che possano valorizzare il profumo intenso del tuber come, ad esempio, la carne cruda, meglio se battuta al coltello, oppure l'uovo fritto, o i tajarin in bianco e anche la fonduta.

Raccolta tartufo e sua valutazione

Raccolta tartufo e sua valutazioneSe il tartufo giunge fino alle nostre tavole è merito del trifolao, ovvero colui che scova i tartufi grazie al suo fedele compagno, il cane da tartufo perfettamente addestrato a riconoscere l’aroma del tuber e in grado di trovarlo sotto lo strato di terreno che lo accoglie. Esiste però un altro animale perfetto per questo compito: il maiale.

Quando il cane (o il maiale) fiuta il tartufo, lo indica al trifolao che lo estrae usando un apposito zappino e, subito dopo, rimette a posto il terreno smosso: questa accortezza è molto importante poiché consente la formazione di future radichette e, quindi, la nascita di nuovi tartufi.

Un esperto trifolao non si limita a questo, ma segna sempre su un calendario la data ed il luogo in cui ha trovato il tartufo, in modo da capire quando poterci ritornare per una nuova raccolta.

Al termine della raccolta tartufo, si passa alla valutazione basandosi su tre diversi aspetti:

  • Vista: l’analisi visiva permette di valutare l’integrità del prodotto. L’integrità è importante sia per fine estetico (la gradevolezza e la bellezza di ogni singolo esemplare sono le prime cose che notano gli acquirenti, come sempre l’occhio vuole la sua parte!) sia e soprattutto per la sua durata: un fungo integro si deteriora più lentamente;
  • Tatto: l’analisi tattile permette di valutare la consistenza. Un buon tartufo deve essere turgido, compatto e appena morbido;
  • Olfatto: la valutazione olfattiva fa riferimento al profumo inconfondibile del tartufo e al suo aroma.

Il tuo soggiorno all'Albergo Motta

Adesso che hai qualche nozione su questo oro bianco di Alba, non ti resta che prenotare il tuo soggiorno presso il mio albergo Alba e recarti presso la fiera del tartufo che ormai da 90 anni si tiene in città.

Presso l’Albergo Motta troverai tutto il comfort che cerchi per una fuga dalla città: camere arredate con gusto, affaccio su terrazzo, bagno privato, connessione Internet e tanto altro. Devi solo decidere se prenotare una delle nostre camere a tema o se preferisci lo stile delle camere turistiche e poi goderti la vacanza.

La Fiera del Tartufo Alba è un evento che nessuno vorrebbe perdere e anche quest’anno, nonostante l’emergenza sanitaria contro cui stiamo lottando, gli organizzatori non vogliono lasciare nulla al caso, ma pianificare tutto con la massima attenzione e con riguardo verso le direttive impartite dagli enti preposto.

In questi giorni gli organizzatori stanno lavorando strenuamente anche per fissare tutti gli eventi connessi con questa fiera: sono sicura che ben presto sarà disponibile il programma!

Per essere sicuro di non perderti questo evento internazionale, prenota fin da subito il tuo soggiorno al Motta. Colgo l’occasione per ricordare che presso l’Albergo Motta non si accettano i bonus vacanza introdotti dal Governo, ma ho voluto aderire all’iniziativa Albergatori Solidali grazie alla quale offrirò una notte gratuita tra quelle trascorse presso il mio hotel ai dipendenti ospedalieri.

Ho già parlato di questa iniziativa sulla pagina Facebook dell’Albergo Motta, pagina che ti consiglio di seguire perché sempre ricca di notizie e spunti per la tua prossima vacanza.

In attesa che il programma della 90° edizione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba venga finalmente pubblicato, inizia a pianificare la tua vacanza nelle langhe piemontesi: per maggiori informazioni o per prenotare la tua camera da letto, contattami!


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